Brevetti | Laterizio

Sistema antisismico a incastro

A forma di parallelepipedo, il mattone prevede sulla faccia inferiore la presenza di fori, mentre su quella superiore sono presenti corrispondenti sporgenze, destinate a inserirsi nelle rispettive cavità.

Un mattone antisismico, basato su un sistema a incastro maschio-femmina tra le superfici orizzontali su cui viene stesa la malta, è stato brevettato da Franco Curti di Parma, con l’Ing. Fabrizio Dallaglio come mandatario. A forma di parallelepipedo, il mattone prevede sulla faccia inferiore la presenza di fori, mentre su quella superiore sono presenti corrispondenti sporgenze, destinate a inserirsi nelle rispettive cavità e caratterizzate da dimensioni inferiori rispetto a esse, in modo da poter penetrare al loro interno con l’interposizione della malta cementizia.

Brevetto mattone

Nella domanda di brevetto, presentata nel 2010 e accolta nel corso del 2012, viene osservato che sono già noti diversi tipi di mattoni per strutture antisismiche, tuttavia sono basate su sistemi a incastro particolarmente complessi e costosi, con cui non è possibile realizzare strutture con angoli da novanta gradi mantenendo un legame antisismico, oppure sono più semplici ma non danno garanzie di stabilità per oscillazioni trasversali rispetto alla lunghezza del muro.

Il nuovo sistema proposto da Curti si basa invece su un concetto di estrema semplicità e basso costo, che consenta comunque una notevole stabilità della muratura realizzata tramite il suo utilizzo, in caso di eventi sismici di qualsiasi grado di intensità. Il mattone potrà essere sia del tipo alleggerito che pieno, come nel caso di quelli doppio Uni 25x12x12. La prima forma di realizzazione prevede che su un lato dell’elemento base del sistema siano ricavate due cavità, mentre su quello apposto siano presenti due sporgenze. Le une dovranno essere di geometria corrispondente rispetto alle altre, dunque rettangolari, cilindriche, tronco-coniche oppure a forma di croce.

La differenza a livello dimensionale fra gli elementi maschio e femmina deve essere tale da consentire che, una volta solidificata la malta cementizia inserita fra le superfici dell’innesto, non sia più possibile alcuna traslazione di un mattone rispetto all’altro, in qualsiasi direzione. Ciascuna sporgenza può eventualmente presentare uno smusso, per facilitarne l’inserimento e la penetrazione nel foro apposito. Un secondo esempio di possibile configurazione, dopo quella a base rettangolare, prevede l’impiego di un mattone provvisto di fori e sporgenze dalla forma tronco-conica. In tal modo, gli elementi possono incastrarsi fra loro formando un innesto maschio-femmina altrettanto robusto. La terza variante è basata su un mattone con due sporgenze e altrettante cavità a forma di croce, anche in questo caso con eventuale presenza di smussi. La croce deve essere ruotata di 45° rispetto all’asse dell’elemento in laterizio, e la sua conformazione può variare, senza tuttavia uscire dall’ambito di protezione richiesto. Un ultimo esempio consiste nell’utilizzo di un mattone con sporgenze e fori a base quadrata, con disposizione alternata sulle rispettive facce dell’elemento. In questo caso le sporgenze sono quattro, dalla forma di parallelepipedo, e sfalsate a due a due in adiacenza ai lati opposi di una stessa faccia. Resta comunque la possibilità di adottare ulteriori forme per questo sistema di maschiatura, purché esse consentano di sovrapporre i mattoni in senso longitudinale o perpendicolare.

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