Laterizio | Andil

Soluzioni «unconventional» e design sostenibile

Sono numerose le sperimentazioni, sia per il design interno che per l’architettura, che si sono succedute nel tempo con soluzioni profondamente diverse da quelle che vengono generalmente associate al «mattone».

Generalmente quando si pensa al laterizio lo si apprezza per le proprietà antisismiche, massive (risparmio energetico e comfort), acustiche o sostenibili, ma si tende a trascurare l’intrinseca valenza espressiva e formale, anche se il colore del «cotto» dei mattoni a vista e delle coperture caratterizza da sempre le città italiane ed estere. In realtà, sono numerose le sperimentazioni, sia per il design interno che per l’architettura, che si sono succedute nel tempo con soluzioni profondamente diverse da quelle che vengono generalmente associate al «mattone».
La mostra di architettura e design in 3D, presentata da Andil al Cersaie 2013, si è rivelata una importante finestra sull’impiego del laterizio in ambiti «non convenzionali», per toccare con mano le innovazioni estetiche e funzionali che stanno rivoluzionando il «mattone», inteso nell’accezione più ampia del termine, materiale spesso a torto ritenuto prettamente tradizionale e, quindi, «superato».
L’esposizione, con ampio spazio sia al design per interni sia all’involucro esterno, era costituita da un pannello virtuale e matericamente completata da tre modelli a scala reale.

Il pannello, lungo oltre 16 metri lineari, è stato realizzato graficamente da IN3D.it con una particolare tecnica che ne permette la visione tridimensionale, tramite appositi occhiali anaglifi: dopo aver creato dei modelli in 3D, con specifici software, mediante la texturizzazione dei materiali con resa «fotorealistica», le immagini sono state «sdoppiate» in due, per la resa anaglifa, rispettivamente una con la prevalenza di rosso e l’altra di ciano. Una volta indossati i particolari occhiali la visione umana filtrando i colori, come se due telecamere riprendessero gli oggetti da due inquadrature diverse, e rielaborando le immagini dava, mediante l’effetto tridimensionale, la sensazione di essere in una mostra reale. I modelli traevano ispirazione da svariati progetti e attraverso libere rielaborazioni e interpretazioni presentavano emozioni, suggestioni e stimoli per la ricerca di nuove applicazioni e commistioni tra i materiali, sia dal punto di vista prestazionale che formale. Tra i casi più significativi selezionati vi è la parete «sensoriale» in cotto, di Traverso-Vighy, realizzata per l’area Retail dell’aeroporto di Palermo a Punta Raisi: un modulo composto da quattro forme base che possono ruotare sul proprio asse cosicché i viaggiatori interagendo con la parete stessa rendono lo spazio dell’aerostazione vivo e carico di suggestioni.

Le pianelle in cotto, smaltate sui bordi, richiamano forme e materiali del territorio suggerendo esperienze fisiche ed emotive in grado di richiamare l’identità della Sicilia. Lo stesso dinamismo si ritrova nella riqualificazione dell’area «ex Macello 8B», a Madrid, a opera di Arturo Franco che attraverso l’uso alternativo e suggestivo delle tegole in laterizio, per la realizzazione di pareti e contropareti, crea diaframmi permeabili alla luce generando un nuovo e originale spazio. Diversi gradi di intensità cromatica sono offerti, invece, nella casa tierra di Javier Peña Galiano, a Torreaguero in Spagna, dove i mattoni impiegati, i cosiddetti «portabottiglie», hanno i caratteristici fori occlusi da piastrelle circolari in maiolica variamente colorati cosicché la facciata diventa qualcosa di più di un semplice involucro. Anche la massività intrinseca del materiale diventa per Peter Zumthor, nel Kolumba Museum di Colonia in Germania, l’occasione per andare oltre grazie all’unisona ricerca tra tecnologia ed estetica danno luce a muri portanti, con sessanta centimetri di spessore, realizzati concatenando strati dei mattoni studiati, appunto, nella componente materica e cromatica con prove e analisi durate anni, realizzati a mano in un formato inconsueto -4 x 21 x 54 centimetri-, sottile, ampio e lungo.

Un’avvolgente sfumatura grigio cenere veste gli spazi interni, che sgravati dal peso della materia, sono costellati da minute vibrazioni di luce che lo rendendono mobile e imprevedibile. La lama in «cotto» di Emanuele Duri, nelle Residenze di Albano Laziale a Roma, costituisce il codice linguistico per creare un’interfaccia dinamica, un’alternanza di luci e ombre, con rimandi tipicamente mediterranei. L’involucro in laterizio funge da parete ventilata per gli appartamenti e brisoleil per le scala, diventando così un equilibratore climatico. Infine, chi avrebbe mai immaginato che il mattone forato potesse diventare un elemento permeabile, trasparente e interattivo? Il Padiglione Plinthos di Atene, Grecia, ideato da MAB Architects è una scultura «vivente» sagomata con 21.816 elementi di laterizio, realizzata all’interno di un magazzino, un ambiente di circa 12×8 m, in modo da avviluppare i presenti in una esperienza davvero originale. L’involucro segue quel semplice gesto ancestrale che indica il percorso e stimola le essenziali reazioni cinestesico-sensoriali con giochi di led e suoni. La mostra di elementi in «cotto» evidenzia, dunque, come oggi accanto ai formati tradizionali, sono disponibili prodotti più performanti, più lavorabili, più leggeri, con dimensioni estreme che spingono all’impiego in ambiti «non convenzionali», che al contempo suggeriscono ai progettisti la ricerca di nuove applicazioni, nuove commistioni con i materiali, sia dal punto di vista prestazionale che formale.  (R. Gulino)

Condividi quest’articolo
Invia il tuo commento

Per favore inserisci il tuo nome

Inserisci il tuo nome

Per favore inserisci un indirizzo e-mail valido

Inserisci un indirizzo e-mail

Per favore inserisci il tuo messaggio

Il Nuovo Cantiere © 2017 Tutti i diritti riservati

Tecniche Nuove Spa | Via Eritrea, 21 – 20157 Milano | Codice fiscale e partita IVA 00753480151