Decreti legge | Claudio De Albertis, presidente Assimpredil Ance

Strumenti e potenzialità dei recenti provvedimenti del governo

Una serie di novità per favorire il rilancio dell’economia sono contenute nella legge di conversione n. 98 del 9/8/2013 del decreto legge n. 69/2013 (il decreto del Fare). Il provvedimento prevede norme per il settore edile che innovano e semplificano le procedure e gli adempimenti per il comparto delle costruzioni.

La legge di conversione n. 98 del 9/8/2013 del decreto legge n. 69/2013 (il decreto del Fare) contiene una serie di novità di notevole importanza per cercare di favorire il rilancio dell’economia.

Il provvedimento prevede, in particolare, specifiche norme per il settore edile che, anche grazie alle azioni di lobby intraprese da Assimpredil Ance e, più in generale, dall’intero sistema Ance, innovano e, a volte semplificano, le procedure e gli adempimenti per il comparto delle costruzioni.

Claudio De Albertis, presidente Assimpredil Ance

Si tratta di un pacchetto normativo molto significativo, che potrebbe essere incrementato anche a breve scadenza da ulteriori interventi che il Governo ha avviato. Di tutte le norme approvate vorrei in questa sede sottolinearne le più salienti, quelle di maggiore impatto per le imprese di costruzione. Mi riferisco anzitutto al tema dell’anticipazione obbligatoria per i lavori pubblici, la cui abolizione, avvenuta quasi venti anni fa, ha imposto alle imprese, soprattutto nell’attuale fase congiunturale, un prezzo altissimo in termini di liquidità. Questa azione, insieme ai risultati della battaglia sui pagamenti, è l’esempio del cambiamento culturale avvenuto nella percezione della realtà delle imprese. Sempre in tema di lavori pubblici, va evidenziata la possibilità, sino al dicembre 2015, di estendere all’ultimo decennio il periodo utile per la dimostrazione, ai fini Soa, del possesso dei requisiti concernenti i lavori eseguiti (in categoria e «di punta»), la cifra di affari e lavori, le attrezzature tecniche e l’organico medio. Si tratta di una norma che offrirà a moltissime imprese la possibilità di continuare a operare in un mercato che si è deteriorato negli ultimi anni. Analogamente, è importante la proroga al 31 dicembre 2015 della possibilità di applicare l’esclusione automatica delle offerte anomale per gli appalti fino alla soglia comunitaria e l’obbligo per le stazioni appaltanti di motivare le ragioni della mancata suddivisione dell’appalto in lotti. Rivestono poi notevole rilevanza alcune norme di semplificazione e di gestione della quotidiana attività per le imprese, molte delle quali sono state segnalate e richieste in occasione de La Giornata delle Vessazioni, grande manifestazione pubblica promossa l’8 luglio scorso a Milano in Piazza Affari da oltre 30 Associazioni e Ordini appartenenti al mondo delle costruzioni. In tale ambito, vanno sottolineate le innovazioni relative alla gestione delle terre e rocce da scavo, nonché, più in generale, quelle per le attività del settore privato. Penso innanzitutto all’eliminazione del vincolo della sagoma per gli interventi di demolizione e successiva ricostruzione, prevedendo la loro assoggettabilità a Scia, anziché a permesso di costruire; come pure mi riferisco alla proroga di tre anni del termine per l’attuazione delle convenzioni, nonché la proroga automatica di due anni dei termini di inizio e fine lavori per tutti i titoli abilitativi già rilasciati. Nell’ambito della normativa sul lavoro, vi sono positive novità in materia di regolarità contributiva con riferimento agli appalti pubblici, sia riguardo alla possibilità di ottenere un Durc regolare in presenza di crediti vantati nei confronti delle pubbliche amministrazioni, sia in tema di semplificazione della normativa attualmente in vigore in tema di acquisizione d’ufficio del Durc. Infine, anche grazie all’intensa attività di lobby effettuata, è stata ottenuta l’eliminazione del Documento Unico di regolarità tributaria (Durt), una norma, questa, che avrebbe comportato un pesante aggravio per le imprese, mettendo a rischio la continuità dei pagamenti di tutta la filiera degli appalti, senza incidere, tra l’altro, sull’efficacia dei controlli. Il Consiglio dei Ministri ha poi approvato un Decreto legge sul tema della casa che recepisce le nostre principali proposte riguardanti la soppressione dell’Imu sull’invenduto e le misure per rilanciare il mercato dei mutui. Naturalmente queste misure non potranno da sole risollevare le sorti di un settore che sta soffrendo più di altri gli effetti di una crisi drammatica, ma sono comunque un passo importante, che ci induce a un cauto ottimismo, e al tempo stesso testimoniano la validità della visione di politica economica, portata avanti in questi anni dal nostro sistema di rappresentanza, che considera l’edilizia il volano di crescita dell’intera economia.

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