Svizzera | Edifici per la ricerca e l’istruzione

L’edificio in vetro che evoca la forma di sei grandi petali

Gli ambienti interni sono determinati dalle curvature dell’involucro e presentano quindi spazi irregolari, tra cui spiccano l’auditorium Ivan Pictet, la scala a chiocciola nell’atrio del primo petalo e le connessioni curve tra i due livelli della libreria.

A Ginevra, nel cuore del Campus de la Paix, sorge la Maison de la Paix, una nuova importante piattaforma a livello mondiale per le questioni legate alla pace, alla sicurezza e allo sviluppo, nata dalla volontà da parte della Confederazione di rafforzare il ruolo della Svizzera quale stato ospitante organismi ed eventi internazionali con nuove strutture in grado di ampliare l’offerta culturale e intellettuale in città.

(foto Oskar Dariz)

(foto Oskar Dariz)

L’edificio in vetro ha una forma che evoca quella di sei grandi petali, ed è situato nel cuore del distretto internazionale ginevrino, nei pressi della sede europea delle Nazioni Unite. La Maison de la Paix nasce per accogliere i dipartimenti di ricerca e amministrazione dell’Iheid, oltre a un campus per 850 studenti, precedentemente sparsi in tutta la città. Nel nuovo complesso troveranno posto anche tre organismi finanziati dal governo svizzero: il Centro per il controllo democratico delle forze armate (Dcaf), il Centro di politica di sicurezza (Gcsp) e il Centro internazionale per lo sminamento umanitario (Gichd). Infine, saranno ospitate all’interno dell’edificio diverse altre organizzazioni che si occupano di promuovere la pace, la sicurezza e lo sviluppo a livello mondiale. La vicinanza all’aeroporto e alla stazione ferroviaria centrale rende la Maison de la Paix facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici. A seguito di un concorso internazionale di architettura, per la realizzazione è stata scelta la proposta dell’architetto Eric Ott (Ipas, Neuchâtel) per l’originalità della sua risposta alle esigenze spaziali e concettuali dell’edificio.

I «petali» di forma allungata sono tutti disposti su un unico basamento. Le linee curve dell’involucro vetrato che riveste le facciate, e le differenze di altezza di ogni petalo, creano una struttura dall’andamento mutevole a seconda dei movimenti compiuti dal visitatore intorno a esso. Gli ambienti interni sono determinati dalle curvature dell’involucro e presentano quindi spazi irregolari, tra cui spiccano l’auditorium Ivan Pictet, la scala a chiocciola nell’atrio del primo petalo e le connessioni curve tra i due livelli della libreria. L’edificio è costituito in parte da cemento armato in lastre su una struttura tubolare, con travi visibili in facciata.

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La struttura dell’edificio, parzialmente in lastre di cemento armato su una struttura tubolare, sorge su un’imponente opera di fondazione costituita da pali con profondità fino a venti metri. L’aggetto di 21 m in corrispondenza dell’ingresso principale è stato realizzato grazie a un traliccio ad arco posto nella facciata del primo petalo. Nella sala principale è stata prevista un’imponente struttura tridimensionale che poggia su sei colonne, in modo da consentire la massima apertura panoramica. Infine, i 37 m di luce libera che coprono le scale sotto il quarto petalo, hanno richiesto un traliccio ad arco nella facciata del petalo, contraddistinto da elementi orizzontali con travi Hem260, collegati tramite profilati tondi.
La struttura è stata realizzata da Stahlbau Pichler. I 6 «petali» sono costituiti da acciaio S355, mentre le strutture portanti verticali sono costituite da profili tondi. Controvento verticale a traliccio a croce di Sant’Andrea e dispositivi antiforatura fanno parte della struttura metallica in forma di strutture trasversali. Tutto l’assemblaggio è stato realizzato sul posto.

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Gli oltre 15.000 mq di facciate a doppia pelle sono stati sviluppati dalla stessa Stahlbau Pichler.
Lo strato interno è dotato di vetro triplo a elevate prestazioni, che garantisce protezione termica massima e un sistema automatico in grado di gestire la quantità ideale di irraggiamento solare negli uffici. Un secondo strato di doppio vetro, separato dal primo da una passerella per la manutenzione, offre uno schermo acustico supplementare e protezione dall’inquinamento della ferrovia e della città. Il paramento esterno è un vetro camera basso-emissivo, e quello interno, apribile per consentire l’accesso all’intercapedine, è costituito da una lastra di vetro singolo. L’intercapedine ventilata include il dispositivo di schermatura della radiazione solare.

IL CANTIERE
Oggetto: Maison de la paix
Project manager e proprietario: The Graduate Institute
Progettazione architettonica: Eric Ott, Ipas Architectes Sa, Neuchâtel
General contractor: Steiner Sa
Strutture in acciaio e facciate: Stahlbau Pichler (progettazione, realizzazione e installazione)

I NUMERI
Slp complessiva: 38.000 mq
The Graduate Institute: 20.000 mq (53%)
Centri sostenuti dalla Confederazione svizzera (Dcaf, Gcsp, Gichd): 11.000 mq (29%)
Altre organizzazioni (Wbcsd, Centro di Ricerca del Golfo, Interpeace): 2500 mq (6%)
Parcheggio e archivi: 4500 mq (12%)
Facciata a doppia pelle: 15.000 mq
Auditorium Ivan Pictet: 600 posti (suddivisibile in due sale più piccole da 400 e 200 posti)
Auditorium: 100 posti
Biblioteca Kathryn e Shelby Cullom Davis: 4.500 mq su 2 livelli

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