Edilizia terziaria | Sydney

Recupero con superfici metalliche e illuminazione naturale

A Sydney, nell’ex area industriale di Danks che oggi si è trasformata in un quartiere alla moda frequentato da designer e creativi, Tony Owen Partners ha portato a termine la ristrutturazione di un edificio in cemento armato degli anni Sessanta, precedentemente adibito a esposizione di mobili.

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Il risultato è il Danks & Bourke, una struttura polifunzionale con tre fronti affacciati su strada, contenente 4mila mq di spazi per uffici distribuiti su due livelli, un supermercato e negozi specializzati al piano terra, concepiti insieme alla caffetteria come una sorta di estensione dell’ambiente di lavoro per gli occupanti dell’edificio.

Scopo del programma di intervento di Tony Owen Partners, studio particolarmente attivo nella ricerca di un’architettura sostenibile tramite l’uso delle tecnologie digitali, è infatti quello di esplorare nuove soluzioni nel campo degli edifici terziari, creando un luogo di lavoro più informale, in grado di promuovere scambi e interazioni sociali fra le diverse professionalità attraverso spazi flessibili, fluidi e interagenti l’uno con l’altro.

Lo schema aggregativo prevede una serie di unità da affittare separatamente, più simili a gusci modulari che a veri e propri uffici, organizzate attorno ad atri comuni, sale per riunioni e conferenze e altri servizi. Questi spazi versatili presentano pareti vetrate nella parte frontale e in quella posteriore, pavimenti in cemento lucido e terrazze private.

Data la profondità notevole dell’edificio, si è scelto di ricavare uno spazio vuoto centrale in grado di portare illuminazione naturale negli atri, sulle superfici metalliche e i due involucri gemelli in vetro delle sale conferenze, creando al contempo una strada centrale dove ospitare anche delle sculture.

La segnaletica è stata realizzata con caratteri e grafiche traslucide sulle superfici vetrate. Il lavoro sul manufatto preesistente non si è limitato al cambio di destinazioni d’uso e distribuzione interna, ma ha riguardato anche la scatola edilizia. Le pareti opache preesistenti sono state infatti sostituite da ampie superfici vetrate e terrazze. Le stesse linee fluide impiegate per le grafiche interne sono riprese nelle forme dei balconi e dei fronti per creare un’identità fortemente riconoscibile. In facciata è stato predisposto un sistema schermante fatto di lamelle metalliche dall’inedita forma tortile, che cambiano colore a seconda dell’angolazione da cui vengono osservate.
(Matteo Ferrario)

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