Kuwait | Edilizia ospedaliera

Superfici sfruttate al massimo minimizzando gli spessori degli elementi

Il layout dell’edificio prevede un’occupazione integrale del lotto, che visto da una certa distanza lo fa apparire come un unico elemento monolitico, simile a una sorta di fortezza che si sviluppa direttamente dal suolo, proteggendo l’interno con una cortina muraria quasi impenetrabile.

La nuova clinica Ali Mohammed T. Al-Ghanim, realizzata in Kuwait da AGi architects per il ministero della sanità con l’aiuto di fondi messi a disposizione da un privato, si propone come un edificio pionieristico nel settore della sanità, le cui esigenze particolari in termini di privacy e sicurezza sono state recepite attraverso una tipologia innovativa, caratterizzata da una serie di cortili collegati alle facciate.

6d - foto Nelson Garrido

Il layout dell’edificio prevede un’occupazione integrale del lotto, che visto da una certa distanza lo fa apparire come un unico elemento monolitico, simile a una sorta di fortezza che si sviluppa direttamente dal suolo, proteggendo l’interno con una cortina muraria quasi impenetrabile. I cortili sono scavati all’interno dell’edificio, in modo da consentire l’illuminazione naturale all’interno di tutti gli spazi che compongono la clinica.

Il concept della facciata in grado di generare luce, viste panoramiche e ventilazione è stato in questo caso rovesciato, e i cortili sono stati incorporati all’interno, liberando il perimetro, che è caratterizzato da una serie di prospetti chiusi e opachi. Le sale utilizzate per gli esami sono state collocate proprio in corrispondenza di questa cintura più esterna, e sono accessibili dai cortili interni, dove si sviluppano gli spazi comuni.

6b - foto Nelson Garrido

I lavori sono stati caratterizzati da un rapporto diretto con i produttori e dall’uso di processi parametrici che hanno permesso di ricavare il massimo della superficie, minimizzando gli spessori e le sezioni dei vari elementi. Per incorporare attrezzature efficienti sono state impiegate geometrie adattabili, in grado di conciliare un’immagine architettonica contemporanea con l’identità culturale degli utenti.

Nei punti in cui i cortili interni si sviluppano fino al bordo esterno del lotto, l’involucro si trasforma in uno schermo-quinta in lamiera anodizzata e perforata secondo un disegno geometrico decorativo ispirato alla tradizione, che lascia penetrare la luce in sottili lame, creando al contempo un velo di separazione tra l’interno e lo spazio pubblico.

6c - foto Nelson Garrido

Nell’area di ingresso sono situati dei mosaici in ceramica, la cui gamma cromatica comprende i vari colori assegnati alle rispettive aree di specializzazione, e destinati ad accompagnare i pazienti durante la loro permanenza nella struttura. Questa scelta non ha una valenza soltanto formale, ma costituisce una pratica comune nell’edilizia ospedaliera locale, che corrisponde all’esigenza di rendere la segnaletica interna facilmente comprensibile anche a pazienti di varie culture di provenienza, che in alcuni casi si servono di lingue e addirittura alfabeti differenti (Devanagari, arabo o romano).
Per via della densità e dell’eterogeneità del programma presentato in questa clinica, gli spazi sono suddivisi in sezioni autosufficienti, che possono operare in modo del tutto indipendente l’una rispetto all’altra. La circolazione interna è organizzata in modo fluido, e lo spazio è concepito come una successione di stanza e aree pubbliche collegate, in modo da evitare il più possibile il tipico schema a corsia della tipologia ospedaliera.

IL CANTIERE
Oggetto: Ali Mohammed T. Al-Ghanim Clinic
Collocazione geografica: Kuwait
Committente: Ministero della Sanità del Kuwait – Ali Mohammad Thuniyan Al-Ghanim
Superficie complessiva: 6.500 mq
Progettazione architettonica: AGi Architects
Team: Salvador Cejudo, Stefania Rendinelli, Hanan Alkouh, Gwenola Kergall, Bruno Gomes, Ana López Cerrato

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