Francia | Euralille

Torre con involucro in rame e aperture panoramiche

La posizione strategica del lotto, situato all’incrocio fra assi differenti, ha suggerito di orientare la ricerca verso una soluzione in grado di far funzionare la nuova torre come un nuovo polo attrattivo, in grado di riunire e tenere insieme tutti gli elementi gravitanti attorno a esso.

La torre Euravenir realizzata a Lille da Lan Architecture occupa l’ultimo lotto disponibile della fase uno dell’area Euralille, un piano urbanistico presentato nel 1990 da Rem Koolhaas e destinato a cambiare volto alla città negli anni successivi.

Torre Euravenir (foto Julien Lanoo)

Torre Euravenir (foto Julien Lanoo)

I lavori della fase completata con il nuovo edificio di Lan erano iniziati nel 1998, con un primo edificio realizzato in collaborazione fra Oma e François Delhays. Riaffermare la città attraverso una singola architettura è stato il punto di partenza per il layout della nuova Euravenir Tower. La posizione strategica del lotto, situato all’incrocio fra assi differenti, ha suggerito di orientare la ricerca verso una soluzione in grado di far funzionare la nuova torre come un nuovo polo attrattivo, in grado di riunire e tenere insieme tutti gli elementi gravitanti attorno a esso.

Il risultato è un’architettura multiforme, la cui geometria si propone di fornire una risposta specifica a ciascuna delle varie sfide legate alla scala dell’intervento, alla collocazione e al programma. Estendendo e facendo incrociare gli assi viari all’interno del lotto, si è ottenuta l’estrusione iniziale del volume corrispondente a una piccola torre, che completa Avenue Le Corbusier, proponendosi anche come un edificio d’angolo sulla Place Valladolid e segnalando la città agli automobilisti provenienti dalla tangenziale sottostante. Si è venuto così a creare un nuovo spazio urbano che combina funzioni pubbliche e private, e si sviluppa sia in verticale che in orizzontale.

Torre Euravenir, dettaglio (foto Julien Lanoo)

Torre Euravenir, dettaglio (foto Julien Lanoo)

Agli occupanti delle unità residenziali e al personale destinato a occupare gli uffici viene messo a disposizione uno spazio pubblico per favorirne l’interazione: una sorta di piccolo portico ricavato lungo il bordo del lotto, dove era proibita l’edificazione. Le aree destinate a uffici sono state concepite secondo un programma molto flessibile, in cui è la forma a dettare l’uso e non viceversa. Ogni livello è organizzato attorno a un nucleo centrale che racchiude tutti gli spazi di servizio e i collegamenti verticali. Le aree per gli uffici sono state concepite per consentire un layout razionale e flessibile, incoraggiando la divisione delle superfici di piano in due parti equivalenti. Per completare il processo di interazione voluto per l’intero intervento, le facciate sono state pensateper diventare una serie di finestre affacciate su un panorama a 360 gradi delle parti più nuove della città, i suoi spazi verdi e il centro.

L’involucro edilizio è stato concepito come un modo per reinventare visivamente le città. Le facciate sono caratterizzate da differenti schemi compositivi, dettati dall’orientamento, dall’utilizzo e dai requisiti termici. In questo modo le aree prevalentemente vetrate, di cui alcune parti hanno una doppia «pelle», sono giustapposte con diversi tipi di rivestimento in rame, più o meno porosi a seconda dei casi.

Sia le facciate che i vari spazi dell’edificio sono regolati da una griglia principale di altezza 1,35 m, che corre attorno l’intero perimetro dell’edificio in corrispondenza della sua sommità. Un elemento metallico a forma di U, cui sono connessi tutti gli altri componenti dell’involucro, sottolinea questo andamento. Il motivo verticale è interrotto da tre diverse fasce che si sviluppano in orizzontale. Il rame è usato come elemento di raccordo lungo i tratti opachi o le strisce in parte vetrate dei vari fronti, ed è presente in forma di pannelli traforati, che contribuiscono a regolare la quantità di luce entrante nell’edificio, a seconda dell’orientamento.

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