Paesi Bassi | Laterizio

Trama ritmata e ascensionale per la facciata in laterizio

Alla texture laterizia è attribuito il compito di caratterizzare l'esterno con una successione di sequenze e disegni: il mattone sembra abbandonare la staticità tipica di una tessitura muraria per definire una trama ritmata e ascensionale.

A Barneveld la raccolta di reperti archeologici è iniziata nel 1873 per volontà dell’avvocato e sindaco Carel August Nairic (1815-1883), a cui è stato poi intitolato il museo, e dal 1975 è stato utilizzata come luogo di collezione la locale fabbrica di birra, edificio seicentesco diventato monumento nazionale.
Barneveld VanHoogevest
A metà degli anni Settanta la fabbrica ha assunto un carattere rurale per l’aggiunta di un volume destinato a biblioteca. Dopo oltre un decennio di mostre dedicate all’arte contemporanea grazie alla generosa offerta dei collezionisti Henk e Victoria de Heus-Zomer, tra il febbraio del 2012 e l’aprile del 2013 (14 mesi!) il Museo ha subito una profonda trasformazione anche per effetto di un ulteriore ampliamento progettato da Hans Verborg dello Studio olandese van Hoogevest a seguito di un concorso a inviti.

L’intervento ha previsto la demolizione di una piccola superfetazione per la realizzazione di un ampio spazio aperto che attualmente è utilizzato come luogo espositivo (giardino di sculture) ma che potrebbe consentire in futuro un ulteriore ampliamento della struttura.

Il nuovo volume ben si adatta al contesto storico di piccola scala urbana in cui si colloca, godendo del rapporto diretto con la torre della vecchia chiesa.
Volumetricamente, l’edificio si presenta come un unico elemento lungo e compatto, spezzato nel punto di connessione tra l’esistente e l’ampliamento attraverso un taglio vetrato, con coperture a due falde (la vecchia birreria), a due falde con cambiamento di pendenza (l’ampliamento del 1975), piana e a un’unica falda parallela alla strada (il nuovo ampliamento): il risultato è una quinta stradale frammentata che nasconde invece una continuità spaziale interna. La vera modifica distributiva riguarda infatti il percorso interno che, come dichiarato dal progettista, «diventa fluido e lineare, consentendo al visitatore di non dover tornare sui propri passi» e collega i quattro volumi da un’estremità all’altra. Il volume centrale, quello con la copertura piana, è la cerniera dell’intero impianto: ospitando la hall di ingresso, il bookshop e la caffetteria, consente di accedere a sud-ovest ai vecchi edifici che ospitano gli ambienti destinati all’esposizione permanente e a nord-est al nuovo volume che ospita l’area polifunzionale e gli spazi espositivi per mostre temporanee, oltre all’accesso al giardino delle sculture.
M06-05 Barneveld VanHoogevest
L’ampliamento, realizzato nei limiti temporali e di spesa previsti in fase di programmazione, contiene inoltre al piano primo gli uffici per il personale e al piano interrato il laboratorio e il magazzino. Al primo piano il collegamento tra le due ali è ottenuto da una passerella che attraversa in quota il doppio volume della hall di ingresso. Con l’ampliamento, lo spazio museale è praticamente raddoppiato raggiungendo una superficie di quasi 1.200 m².
All’esterno, per sottolineare il legame con il contesto e, in particolare, con l’edificio preesistente, il nuovo volume prevalentemente in vetro è stato completamente schermato con un paramento in mattoni di laterizio faccia a vista. La cortina esterna è una vera e propria pelle che avvolge l’intero volume, a eccezione del lato in cui è collocato l’ingresso, con un linguaggio contemporaneo che però richiama l’architettura rurale con soluzione a «gelosia». Il paramento risulta quindi caratterizzato da un alternarsi di «strisce» verticali di superficie opache e traforate, dove in realtà il mattone è in alcuni casi assente e in altri semplicemente arretrato e in grado di generare comunque degli interessanti effetti chiaroscurali. Alla texture è quindi attribuito il compito di caratterizzare lo schermo con una successione di sequenze e disegni: attraverso il tessuto narrativo della texture il mattone sembra abbandonare la staticità tipica di una tessitura muraria per definire una trama ritmata e ascensionale.
Le soluzioni tecnologiche e impiantistiche adottate, quale il sistema di Conservazione dell’Energia Termica Acquifera (Ates) utile a immagazzinare calore dal sottosuolo, unite all’uso di materiali «naturali» come il laterizio hanno determinato un edificio a elevata efficienza energetica e qualità ambientale consentendo già nei primi due anni di esercizio un significativo risparmio economico alla comunità di Barneveld.

di Adolfo F. L. Baratta
©Costruire in Laterizio

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