Germania | Rinnovabili

Trend in crescita grazie agli incentivi

Il 26% dell’energia prodotta in Germania proviene da fonti rinnovabili. Il sorpasso sui combustibili fossili si è avuto nel 2014, ed è stato certificato dal Think Tank Agora Energiewende. Nel 1990 le rinnovabili erano appena al 3%. 

In Germania le fonti rinnovabili nel 2014 si sono ritagliate la fetta maggiore nella produzione complessiva di elettricità, grazie al sistema di incentivazione particolarmente favorevole contenuto nel nuovo programma energetico del Governo.
Nel 2014, infatti, le fonti rinnovabili hanno fornito il 26% dell’energia totale generata in Germania, con un aumento del 2% rispetto al 2013, quando la fetta di elettricità prodotta dalle energie pulite si era attestata sul 24%.

EOLICO

Lo sviluppo del mercato delle rinnovabili tedesco appare ancora più straordinario se si confrontano i dati registrati nel 1990 a quelli dello scorso anno. Dal confronto emerge, infatti, che la quota di energia attualmente coperta dalle rinnovabili supera di ben 8 volte la produzione da fonti pulite registrata all’inizio degli anni Novanta.
Gli obiettivi della principale potenza europea per i prossimi decenni sono nettamente più ambiziosi. Entro il 2035, per ridurre la dipendenza dai fossili e tagliare le emissioni di gas serra, la Germania intende portare al 60% la fetta di energia coperta dalle fonti rinnovabili.
Malgrado gli ultimi dati siano molto incoraggianti, il percorso non è privo di insidie e di difficoltà. Al momento la Germania ottiene il 25,6% dell’elettricità dalla lignite, una delle fonti fossili con il peggior impatto ambientale.
Il gas importato dalla Russia copre invece una fetta del 9,6%. Nei prossimi anni la Germania dovrà limitare progressivamente le importazioni di gas naturale, anche in virtù dei nuovi scenari geopolitici aperti dalla crisi tra l’Ucraina e la Russia.
Anche l’atomo non potrà essere di alcun aiuto nella copertura del fabbisogno energetico nazionale perché entro il 2022 tutte le centrali nucleari ancora in funzione verranno spente e dismesse per motivi di sicurezza.

Contributo delle diverse fonti rinnovabili alla produzione lorda di elettricità in Germania a fine 2013. (Fonte: de.statista.com)

Contributo delle diverse fonti rinnovabili alla produzione lorda di elettricità in Germania a fine 2013. (Fonte: de.statista.com)

Cosa ha prodotto la nuova riforma. Da agosto 2014 è in vigore la riforma sulle rinnovabili. Tra gli obiettivi quelli di abbassare i costi della transizione energetica a carico dei cittadini, allargando la platea di chi contribuisce agli oneri di sistema, e di pianificare meglio la diffusione delle energie rinnovabili. Sono quattro gli assi portanti su cui si basa la riforma.
Per la prima volta dal 2000, infatti, si è posto un limite superiore allo sviluppo delle rinnovabili. Secondo i piani entro il 2025 dovranno fornire tra il 40 e il 45% del consumo di energia elettrica ed entro il 2035 tra il 55 e il 60%, per poter arrivare ad almeno all’80% nel 2050. Per ogni tecnologia, poi, sono stati definiti dei limiti di potenza installabile.
Dal 1° agosto, inoltre, le incentivazioni per la produzione di energia rinnovabile sono state sostituite da premi di mercato, di minore entità rispetto agli incentivi in vigore fino a ora. Questi sono dati dalla differenza tra il prezzo di vendita dell’energia e il valore massimo riconosciuto alla energia rinnovabile definito per legge.

Evoluzione della produzione elettrica da fonti rinnovabili in Germania dal 1990 al 2013. (Fonte: Bmwi – Uba)

Evoluzione della produzione elettrica da fonti rinnovabili in Germania dal 1990 al 2013. (Fonte: Bmwi – Uba)

I premi di mercato verranno concessi soprattutto alle tecnologie che già oggi sono le più economiche e promettenti in quanto a potenzialità di abbattimento dei costi, quali fotovoltaico ed eolico.
La nuova norma ha previsto anche la vendita diretta obbligatoria e integrazione di mercato. Termina l’era degli incentivi fissi e ora i nuovi impianti (ora sopra i 500 kW di potenza e dal 2016 sopra i 100 kW) dovranno vendere l’energia prodotta per poter accedere a quel premio di mercato. Un tentativo di integrare le rinnovabili nel mercato nazionale ed europeo.
La quota per le rinnovabili a carico dei cittadini, infine, è stata suddivisa su una base più ampia, in modo che tutti possano prendere parte al finanziamento della transizione energetica. Per esempio, sono stati introdotti oneri per l’autoconsumo per impianti di potenza superiore ai 10 KW (per un massimo di 10 MWh/anno di autoconsumo), sia per chi produce energia da fonti convenzionali sia per chi la produce da rinnovabili.




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