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Ue: svolta storica, ora tocca all’Italia

Il presidente dell’Ance è soddisfatto per la dichiarazione congiunta diffusa dai vicepresidenti della Commissione Ue Rehn e Tajani sulla possibilità di superare i vincoli del Patto di stabilità per il pagamento delle imprese.

I vicepresidenti della Commissione europea Antonio Tajani e Olli Rehn indicano «la liquidazione di debiti commerciali come uno dei fattori attenuanti» nel rispetto del Patto di stabilità e crescita.

Spiega Tajani, la Ue invita il governo a proporre un piano di pagamento, nell’ambito di due anni, «senza rischiare che ciò comporti la violazione del Patto». Nel dettaglio «il Patto di stabilità e crescita permette di prendere in considerazione fattori significativi in sede di valutazione della conformità del bilancio di uno stato membro con i criteri di deficit e di debito del Patto stesso. In tale ambito, la liquidazione dei debiti commerciali potrebbe rientrare tra i fattori attenuanti».

La tempistica. Tajani non vuole commentare l’ipotesi di un decreto legge subito, già ad opera del governo in ordinaria amministrazione, ma osserva come si debba agire molto presto. «Posso dire che quello dei debiti pregressi è un problema ben noto nella sua urgenza, come hanno dimostrato i recenti appelli del presidente della Repubblica, della Confindustria e dei Comuni. La decisione sugli strumenti da adottare è nazionale, ma è chiaro che vista la gravità della situazione prima si agisce meglio è». Anche sulle modalità dell’intervento la decisione dovrà essere italiana, non ci sarebbe comunque nessuna preclusione di Bruxelles sotto l’aspetto tecnico tra eventuale emissione di titoli (purché finalizzati), compensazioni o altri meccanismi che andranno verificati negli aspetti di dettaglio.

Il vicepresidente della Commissione torna anche sulla direttiva per i nuovi pagamenti, quelli relativi a contratti conclusi a partire dal 1° gennaio 2013, e ribadisce l’invito rivolto all’Italia affinché restringa il campo delle possibili deroghe che portano i termini da 30 a 60 giorni.

Il capitolo pagamenti s’inquadra nella strategia della Commissione volta a maggiori margini per la crescita ammorbidendo il risanamento dei conti pubblici senza mettere a repentaglio i vincoli di bilancio.

Paolo Buzzetti, presidente Ance

Il commento di Paolo Buzzetti, presidente Ance. «L’alibi che per anni ha impedito alle pubbliche amministrazioni di pagare le imprese per i lavori eseguiti oggi è caduto». Secondo il presidente dell’Associazione costruttori grazie a questa chiara presa di posizione della Commissione europea viene meno l’ostacolo che le istituzioni italiane hanno sempre invocato finora per giustificare il mancato pagamento.

«Solo pochi giorni fa – conclude Buzzetti – insieme all’Anci e a tutta la filiera del settore, abbiamo chiesto al Governo e alla Commissione di poter approvare un piano di pagamento di tutti i debiti pregressi come misura «una tantum» sul modello spagnolo. Ora tocca al Governo e al Parlamento italiano seguire la strada indicata da Bruxelles e adottare un provvedimento d’urgenza per sbloccare i 9 miliardi che le imprese di costruzione attendono dalla pa e salvare migliaia di posti di lavoro».

Una richiesta che l’Ance ribadirà giovedì prossimo in occasione dell’iniziativa pubblica che l’Anci ha indetto a Roma per il superamento dei vincoli del Patto e alla quale prenderà parte anche un’ampia delegazione dell’associazione costruttori.

 

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