Francia | Edifici per la musica

Una «collina» artificiale in metallo e vetro come copertura

La Filarmonica attualmente in costruzione a Parigi è un edificio concepito da Jean Nouvel – vincitore alcuni fa del primo premio in un concorso aperto anche ad altri grandi studi come quello di Zaha Hadid – non soltanto come una grande sala per la musica, ma anche come una sorta di estensione del Parc de la Villette.

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© Philippe Guignard

Il nuovo edificio copre un’area di circa 20mila mq ed è destinato a ospitare anche una caffetteria, un ristorante, una boutique e oltre 2400 mq di sale prova.

L’esterno sarà contraddistinto da un assemblaggio di superfici oblique formanti di volta in volta rampe, scalinate e passeggiate, come quella superiore, situata al livello dell’ingresso all’auditorium. Anche se l’aspetto generale sarà quello di un edificio dal mutevole rivestimento metallico, contraddistinto da differenti tonalità di grigio, texture e gradi di lucentezza, in realtà la composizione dei materiali cambierà a seconda che le superfici siano più o meno accessibili, orizzontali o verticali. Alcuni elementi realizzati in vetro e resina sintetica si illumineranno nelle ore notturne. La facciata che avvolgerà i foyer e la sala concerti sarà rivestita in acciaio con un trattamento a specchio. Le superfici vetrate hanno vari gradi di opacità e sono più o meno riflettenti a seconda delle funzioni ospitate dai vari ambienti.

Affidato alla società Transsolar, il concetto energetico della Filarmonica riveste un’importanza primaria e si confronta con quattordici obiettivi definiti dall’associazione Hqe (Haute Qualité Environnementale), adottando criteri specifici nei vari stadi di sviluppo del processo costruttivo. In particolare è stata data la priorità alla gestione dell’energia, a quella dell’acqua, alla sostenibilità ambientale e al comfort acustico.

L’integrazione col sito è stata perseguita attraverso test idrogeologici e studi delle condizioni meteorologiche, una scelta accurata delle piante e della loro collocazione, la realizzazione di una copertura accessibile e panoramica, configurata come una sorta di collina artificiale all’interno del parco, una circolazione con vari percorsi separati per residenti, utenti e per la logistica, e l’uso di energie rinnovabili per la maggioranza del fabbisogno.

Con un volume riscaldato di circa 200mila mc e una superficie di involucro di 28mila mq, l’edificio sarà estremamente compatto e quindi molto efficiente da un punto di vista energetico, oltre a consentire di ridurre i costi di costruzione.

L’involucro edilizio è pesantemente isolato, in modo da ottenere una performance doppia rispetto ai requisiti imposti. Le perdite di energia attraverso la ventilazione saranno molto basse per via di un recuperatore di calore particolarmente efficiente (dal 60% all’80%). La presenza dell’aria condizionata è limitata alle aree in cui si rende strettamente necessaria, come quelle destinate ai concerti, alle sale prova e alle stanze dove vengono custoditi gli strumenti o manufatti di pregio.

Per ridurre i consumi elettrici e l’inquinamento acustico verrà impiegato un numero ristretto di reti di ventilazione. Gli apporti solari vengono limitati mantenendo la percentuale di superfici vetrate a un livello relativamente basso (38% sul totale delle facciate) e dotando la maggior parte di esse di sistemi di schermatura esterni.

1000 mq di celle solari sono integrati nell’involucro. L’acqua calda sanitaria è disponibile solo nelle docce e nei camerini personali dei musicisti, e viene prodotta attraverso il sistema a vapore alimentato dalla rete urbana Cpcu.

Il rinnovamento dell’aria viene regolato attraverso un sensore che rileva la presenza di anidride carbonica e può essere programmato per zone di occupazione variabili. Tutte le aree di lavoro sono dotate di illuminazione natura. Le unità di trattamento d’aria sono equipaggiate con la funzione «free-cooling», cioè per consentire il raffrescamento diretto tramite l’immissione di aria fresca dall’esterno.

Su tutto il processo di costruzione, così come sulla scelta dei materiali e delle loro lavorazioni, è stato esercitato un controllo molto restrittivo, in modo da assicurare qualità ed efficienza nella manutenzione futura.

Il cantiere: Philarmonie de Paris

Finanziatori: Città di Parigi e governo francese (con il sostegno della Région Ile-de-France)
Collocazione geografica: Parigi
Progettazione architettonica: Jean Nouvel
Architetti associati: Métra + Associés
Progettazione strutturale: Egis
Core and shell, facciate: Hda, Arcora
Acustica auditorium: Marsall-Day acoustics
Acustica edificio: Studio Dap
Consulente acustico: Nagata Acoustics
Scenografia: Ducks Scéno
Illuminazione interna: 8’18’’
Light art: Aik, Yann Kersalé
Consulenza ambientale: Transsolar
Sicurezza antincendio: Casso & Cie

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