Francia | Padiglioni temporanei

Una facciata composta da 345 specchi mobili

Questa facciata sotto la spinta del vento acquista un movimento oscillante, con effetti visivi e sonori sempre leggermente diversi a seconda dell’intensità e della direzione delle correnti.

A Montpellier, in occasione della nona edizione del «Festival delle architetture vive», una manifestazione che ogni anno ospita nel cuore del centro storico opere temporanee e sperimentali di giovani architetti, paesaggisti e scenografi, i professionisti di Nas architecture, studio fondato da Hadrien Baladud de Saint Jean, Guillaume Giraud e Johan Laure, hanno realizzato a contatto visivo diretto col mare un padiglione di architettura sensoriale, ispirato appunto al tema marino.

(foto Photoarchitecture)

(foto Photoarchitecture)

Denominata «Breath Box», questa architettura provvisoria si affaccia verso l’orizzonte con il suo fronte principale, totalmente riflettente e composto da elementi modulari mobili, allo scopo di ricreare l’immagine del mare, rielaborandola continuamente attraverso l’azione del vento.

(foto photoarchitecture)

(foto photoarchitecture)

La facciata è composta da una serie di 345 specchi mobili di forma quadrata, fissati a una leggera orditura metallica che si sviluppa tra un pilastro in legno e l’altro delle quattro campate. Sul modulo riflettente sono stati praticati dei fori in corrispondenza dell’estremità superiore, per poi fissarlo tramite degli anelli metallici agli elementi tubolari orizzontali.

(foto photoarchitecture)

(foto photoarchitecture)

Il risultato è un sistema facciata che sotto la spinta del vento acquista un movimento oscillante, con effetti visivi e sonori sempre leggermente diversi a seconda dell’intensità e della direzione delle correnti. L’esperimento sensoriale continua all’interno del padiglione, organizzato tramite un sistema di portici multipli e illuminato dalla luce naturale che filtra dall’involucro.

(foto photoarchitecture)

(foto photoarchitecture)

Lo scheletro strutturale del «Breath Box» è composto da travi e pilastri a sezione quadrata in legno, mentre i tamponamenti sono costituiti da elementi grigliati in legno di abete, preassemblati fuori opera con fissaggi chiodati e poi sottoposti a un trattamento di bruciatura con una fiamma ossidrica, per ottenere un particolare effetto sia cromatico che olfattivo sui visitatori. Per l’assemblaggio in sito dell’organismo strutturale così concepito da Nas architecture è stata utilizzata invece la tecnica degli elementi distanziati (moisage), allo scopo di ottenere giunti invisibili.

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