Editoriale | Proposte per il rilancio del mercato edilizio

Verso il ddl Stabilità 2016: le richieste di Confindustria

Si è agli atti finali dell’approvazione del ddl Stabilità 2016. Giova ricordare le misure immediate e sollecitate dai presidenti confindustriali Squinzi e De Albertis affinché siano concrete ed efficaci le misure tese al rilancio del comparto delle costruzioni.

Livia Randaccio | Direttore editoriale de Il Nuovo Cantiere

Livia Randaccio | Direttore editoriale de Il Nuovo Cantiere

Siamo a fine ottobre, il mese del dibattito e della pianificazione dei capitoli di spesa della Legge di Stabilità del prossimo anno. Sulla stampa nazionale si leggono considerazioni, positive o negative che siano, sulle misure che s’intendono adottare e proprio in riferimento alle misure strutturali di politica industriale per il comparto dell’edilizia da Confindustria e Ance è giunta la richiesta che vi siano chiari segnali destinati al mercato, con provvedimenti confermati e con altri rivisti affinché vi siano risultati più efficaci. Secondo le associazioni confindustriali, in particolare, sono otto le “misure immediate” da considerare nel ddl Stabilità 2016.

Riqualificazione urbana e incentivi al mercato residenziale. La proposta fa leva sull’introduzione di forme di parziale detassazione degli acquisti di abitazioni nuove in classe energetica elevata effettuati fino al 2018 con un ottica di equiparazione fiscale dell’acquisto del nuovo all’acquisto dell’usato. All’acquirente si dovrebbe riconoscere un credito d’imposta pari al 50% dell’Iva pagata sull’acquisto. Nello stesso tempo, sempre per gli acquisti effettuati fino al 2018, dovrebbe prevedersi l’esenzione triennale dall’Imu, dalla Tasi o dalla futura Local Tax con l’intento d’incentivare la rottamazione dei vecchi fabbricati con la sostituzione di edifici di nuova generazione si propone l’applicazione, a carico delle imprese acquirenti, delle imposte di registro, ipotecaria e catastale in misura fissa (pari a 200 euro ciascuna) a condizione che le imprese acquirenti si impegnino alla riqualificazione energetica degli edifici e alla reimmissione sul mercato entro cinque anni.

Bonus ristrutturazioni ed efficienza energetica. Le stime relative all’andamento delle ristrutturazioni hanno indicato nel 2015 una crescita del 2% rispetto allo scorso anno. Facendo riferimento a questi trend e agli obiettivi sui cambiamenti climatici è essenziale estendere anche per il prossimo anno il bonus del 65% per la riqualificazione energetica degli edifici e stabilizzare il potenziamento del bonus per le ristrutturazioni edilizie.

Sostegno degli investimenti in efficienza energetica di imprese e pubblica amministrazione. Gli obiettivi assunti dall’Italia in tema di cambiamenti climatici e di emissioni di Co2 possono essere favoriti da un meccanismo che promuova gli investimenti in nuove tecnologie da parte di imprese e pubbliche amministrazioni. La proposta riguarda il potenziamento del meccanismo già collaudato della nuova Sabatini incentivando in termini addizionali anche il profilo dell’efficienza energetica del rinnovo d’impianti, macchinari e attrezzature attraverso l’opportuno adattamento delle norme che regolano l’incentivo sia dal punto di vista dei beni agevolabili sia del meccanismo di funzionamento. È auspicato l’ampliamento dell’uso delle Energy Service Company, i soggetti specializzati nella realizzazione di progetti complessi di efficientamento energetico degli edifici. Lo stesso strumento sarebbe utilizzato anche per il patrimonio privato.

Rent To Buy. È ritenuto opportuno estendere l’ambito applicativo a tutte le formule miste di locazione-vendita, quale la locazione con patto di futura vendita vincolante per entrambe le parti che al pari del Rent To Buy permettono al conduttore-futuro acquirente di entrare nel possesso dell’abitazione pagando un canone che si tramuta, al termine del periodo concordato, in conto prezzo d’acquisto dell’abitazione. Sono strumenti che a fronte dell’attuale congiuntura economica, favoriscono l’acquisto della prima casa e nello stesso tempo incrementano la domanda del mercato immobiliare con effetti positivi sull’occupazione e sul gettito erariale. Per poter far questo occorre superare l’attuale trattamento fiscale che, diversamente, tende ad ostacolarne l’utilizzo in quanto il momento impositivo sia ai fini Iva sia delle imposte sul reddito è anticipato rispetto al momento di effettivo trasferimento della proprietà.

Deducibilità dell’Imu dall’imposta sui redditi e dall’Irap. La limitata deducibilità dell’Imu dalle sole imposte sui redditi e la sua totale indeducibilità dall’Irap pone problemi d’incostituzionalità per contrarietà al principio di capacità contributiva. Ove l’intervento riguardasse tutti gli immobili utilizzati da imprese e lavoratori autonomi e l’integrale deducibilità dell’Imu sia da Irpef/Ires sia da Irap la misura avrebbe un costo di 1,3 miliardi di euro. Per contenere l’impatto di gettito si può ipotizzare una modifica graduale.

Esenzione Imu e Tasi delle aree fabbricabili e degli immobili invenduti e non locate dalle imprese di costruzione. Le imposte colpiscono anche le aree e i fabbricati costruiti per la vendita e inutilizzati delle imprese di costruzione. È richiesta l’esclusione dell’Imu per le aree edificabili delle imprese di costruzione, iscritte in bilancio tra le rimanenze, destinate all’edificazione e poi vendita e non ancora utilizzate. Richiesta l’esclusione dalla Tasi per tutti gli immobili facenti parte del magazzino delle imprese edili.

Macchinari imbullonati. La misura è tesa a specificare che sono esclusi dalla rendita catastale i macchinari, le attrezzature e gli altri impianti funzionali allo specifico processo produttivo.

Incentivi fiscali per il recupero a fini produttivi di immobili dismessi. A causa della crisi è cresciuto il patrimonio immobiliare delle imprese inutilizzato (100mila capannoni). È proposto un abbattimento totale dell’Imu sugli immobili industriali acquistati o affittati per uso produttivo per la fase di avviamento (tre anni). In alternativa è riconosciuto al soggetto acquirente o locatario di un immobile dismesso un credito d’imposta a valere sull’Ires e sull’Irap generate sul reddito prodotto dall’impresa acquirente.

di Livia Randaccio
livia.randaccio@tecnichenuove.com

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