Sudamerica | Energia

7 miliardi di dollari di investimenti

I numeri disegnano uno scenario molto appetibile per le imprese italiane: i consumi finali di energia elettrica in Sudamerica cresceranno annualmente in media fino al +2,8%, tra il 2010 e il 2035.

Mobilitati 7 miliardi di dollari di investimenti tra gare già avviate e da aggiudicare. I nodi non mancano e vanno ricercati soprattutto nell’eccessiva frammentarietà del quadro normativo e regolatorio di alcuni paesi del Sudamerica. Si tratta di 7 miliardi di dollari di investimenti mobilitati per le interconnessioni e lo sviluppo delle reti tra gare già avviate e da aggiudicare, con Brasile, Cile e Perù, a fare la voce grossa.

I numeri disegnano uno scenario molto appetibile per le imprese italiane: i consumi finali di energia elettrica in Sudamerica cresceranno annualmente in media fino al +2,8%, tra il 2010 e il 2035. Da qui l’esigenza di un forte impulso alle infrastrutture, a cominciare dall’integrazione elettrica del mercato centro-americano. Senza tralasciare, però, considerando l’abbondanza di risorse naturali in Sudamerica, il grande apporto che può arrivare dallo sviluppo delle fonti rinnovabili.
Per Enel l’occasione è importante e rinforzerebbe una presenza già molto significativa, considerando che il gruppo guidato da Fulvio Conti è il più grande operatore privato in Sudamerica con più di 16 gigawatt di capacità installata da termoelettrico, idroelettrico e altre fonti rinnovabili.
Egp è in prima linea su questo fronte (990 megawatt di capacità rinnovabile già in esercizio tra Messico, Costa Rica, Guatemala, Panama e Cile e Brasile), ma è pronta a occupare nuovi spazi sfruttando l’elevato potenziale dell’area e il cambio di rotta di alcuni governi che spingono su questo versante. A cominciare dal Brasile, su cui è già attivo un gruppo di lavoro delle pmi coordinato dal Gse che, con Confindustria, sta preparando una missione commerciale nel paese.

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